Partecipazione dei lavoratori: i primi risultati della legge 76/2025 e le sfide aperte

La riforma sulla partecipazione dei lavoratori nelle imprese apre una nuova fase nel rapporto tra governance aziendale, organizzazione del lavoro e relazioni industriali.

Tuttavia, a un anno dalla sua introduzione, il tema centrale non riguarda più soltanto l’impianto normativo della disciplina, ma la sua effettiva capacità di tradursi in strumenti operativi concreti, sostenibili e realmente applicabili all’interno delle aziende.

Nel contributo pubblicato su Milano Finanza,  l’avv. Mario Fusani e il dott. Alberto Di Fresco analizzano i principali profili applicativi della riforma, soffermandosi sulle criticità che emergono nella fase di implementazione e sui fattori che ne condizionano l’effettiva diffusione nel tessuto produttivo.

L’articolo approfondisce in particolare i due principali banchi di prova della disciplina: da un lato, la qualità delle relazioni industriali e la capacità delle parti sociali di costruire modelli partecipativi efficaci attraverso organismi paritetici, confronto sindacale e adeguati percorsi di formazione; dall’altro, il ruolo degli incentivi fiscali nella promozione della partecipazione economico-finanziaria dei lavoratori, con un’analisi delle recenti misure introdotte dal legislatore e dei loro attuali limiti applicativi.

Ne emerge una riflessione sulle prospettive evolutive della partecipazione come leva di governance e sviluppo organizzativo, evidenziando la necessità di un quadro fiscale più stabile e di una progressiva maturazione culturale da parte di imprese, rappresentanze dei lavoratori e organizzazioni sindacali.

Scopri di più al seguente link: Partecipazione dei lavoratori, un anno dopo la legge 76/2025: primi risultati e nodi ancora aperti – Milano Finanza

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